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	<title>Pippo Giordano</title>
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	<description>Mental coach</description>
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	<title>Pippo Giordano</title>
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		<title>Come funziona il mental coaching per giocatori di basket</title>
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		<dc:creator><![CDATA[valentina]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Jun 2024 11:39:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
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					<description><![CDATA[Il basket è uno sport che richiede non solo eccellenti abilità fisiche e tecniche, ma anche una forte tenuta mentale. La pressione costante di una partita, l’esigenza di prendere decisioni rapide e la necessità di mantenere alta la concentrazione per l&#8217;intera durata del gioco sono solo alcune delle sfide che i giocatori di basket affrontano [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il basket è uno sport che <strong>richiede non solo eccellenti abilità fisiche e tecniche, ma anche una forte tenuta mentale</strong>.<br />
La pressione costante di una partita, l’esigenza di prendere decisioni rapide e la necessità di mantenere alta la concentrazione per l&#8217;intera durata del gioco sono solo alcune delle sfide che i giocatori di basket affrontano regolarmente.<br />
Ecco dove entra in gioco il mental coaching: per <em>aiutare gli atleti a sviluppare la resilienza mentale, la fiducia in se stessi e la capacità di gestire lo stress e le emozioni in campo</em>.</p>
<p>Mi chiamo Pippo Giordano e sono un mental coach specializzato nel supporto agli atleti, in particolare ai giocatori di basket.<br />
Mi dedico a guidare i giocatori nel loro percorso di crescita mentale, affiancandoli nella costruzione di una mentalità vincente e di un approccio positivo e proattivo al gioco. In questo articolo vi mostro qual è il mio approccio nel mondo del basket.</p>
<h2>Cosa fa un mental coach per giocatori di basket</h2>
<p>Nel Basket, come in tutti gli sport di squadra, l’<strong>assoluta sicurezza nelle proprie capacità</strong> (siano esse notevoli o elementari), diventa basilare per rendersi disponibile alla condivisione degli schemi!<br />
In uno sport in cui il ritmo, spesso elevato, in cui si realizzano le azioni, e la presenza di un avversario a contatto diretto, che tende a togliere il respiro oltre che la palla, l’immediatezza nella risposta alla situazione diventa fondamentale: in questi frangenti non ci deve essere incertezza e deve invece prevalere la capacità di visualizzare immediatamente le scelte da operare, sulla base delle proprie doti tecniche e degli schemi tattici ben chiari e condivisi con il gruppo.</p>
<h2>Quando e perché considerare un mental coach nel basket</h2>
<p>Considerare un mental coach può fare la differenza in qualsiasi fase della carriera di un giocatore di basket, sia che si tratti di un principiante desideroso di sviluppare una solida base mentale, sia che si tratti di un professionista alla ricerca di quel margine in più per eccellere.<br />
È particolarmente<strong> utile iniziare a lavorare con un mental coach durante i momenti di transizione</strong>, come il passaggio da una categoria giovanile a una senior, o in preparazione a competizioni importanti dove la pressione può essere schiacciante.<br />
Un mental coach può aiutare a stabilire obiettivi chiari, migliorare la gestione dello stress, aumentare la fiducia in se stessi e favorire una comunicazione efficace all&#8217;interno della squadra.<br />
<strong>Se senti che la tua performance in campo è influenzata da blocchi mentali o da difficoltà emotive, potrebbe essere il momento giusto per considerare un supporto professionale. </strong></p>
<p>Ricorda, la forza mentale è una componente chiave del successo sportivo, e lavorare su di essa può portarti a nuovi livelli di eccellenza nel basket.</p>
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		<title>Come funziona il mental coaching per giocatori di calcio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[valentina]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Jun 2024 11:30:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel contesto del calcio contemporaneo, le abilità tecniche e la preparazione fisica da sole non garantiscono più il successo. La vera differenza tra un giocatore competente e un vero campione si gioca spesso sul piano mentale. Gestire lo stress, mantenere la concentrazione e lavorare in modo efficace con la squadra sono competenze essenziali che possono [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel contesto del calcio contemporaneo, <strong>le abilità tecniche e la preparazione fisica da sole non garantiscono più il successo</strong>.</p>
<p>La vera differenza tra un giocatore competente e un vero campione si gioca spesso sul piano mentale. Gestire lo stress, mantenere la concentrazione e lavorare in modo efficace con la squadra sono competenze essenziali che possono essere migliorate tramite il mental coaching. Questo metodo, ormai integrato nei programmi di allenamento delle squadre d&#8217;élite, <strong>supporta i calciatori nel coltivare una mentalità vincente</strong>, <em>fondamentale per affrontare le sfide sia in campo che fuori</em>.</p>
<p>Io sono Pippo, mental coach e tennista esperto. Lavoro con atleti di varie discipline, specializzandomi nel miglioramento delle performance mentali dei calciatori. Con la mia esperienza diretta nel mondo dello sport, offro una guida preziosa per aiutare i giocatori a esprimere al meglio il loro potenziale.</p>
<h2>Cosa fa un mental coach per calciatori</h2>
<p>Nel calcio è senza dubbio fondamentale aver sviluppato <strong>idonea tecnica individuale e, conseguentemente,</strong> <strong>sicurezza nelle proprie doti, riconoscendo anche i propri limiti</strong> (su cui andare a lavorare), in prospettiva di un costante miglioramento.<br />
La “presenza attiva” in campo richiede, anche, al calciatore altre doti, quali visione di gioco, disponibilità nei confronti dei compagni di squadra, disponibilità a condividere le proprie abilità e le proprie competenze con il gruppo.<br />
In simili circostanze, la leadership, l’organizzazione del team, l’accettazione del proprio ruolo e la condivisione degli schemi impongono uno specifico lavoro, incentrato, sulla parte mentale dell’individuo, da non sottovalutare.</p>
<p>Il mental coach va proprio a lavorare su questi campi per migliorare le prestazioni. Lo specifico del lavoro effettuato dipende fortemente dal singolo calciatore e dalle sue esigenze. A volte è necessario lavorare sulla leadership, altre volte è necessario agire a livello individuale.<br />
Anche <em>la metodologia cambia a seconda delle esigenze, gli incontri possono essere più o meno frequenti o più o meno durevoli</em>.<br />
In questo caso è impossibile fare un discorso generale per tutti.</p>
<h2>Quando e perché considerare un mental coach nel calcio</h2>
<p>Un calciatore dovrebbe prendere in considerazione l&#8217;idea di lavorare con un mental coach <strong>quando, nonostante una buona preparazione fisica e tecnica, fatica a esprimere appieno il suo potenziale durante le partite</strong>. Situazioni di stress, difficoltà a mantenere la concentrazione per tutta la durata del match, o mancanza di fiducia nelle proprie capacità sono segnali che indicano la necessità di supporto mentale.</p>
<p>Inoltre, è consigliabile per i giovani calciatori iniziare a lavorare con un mental coach per costruire una <em>solida base mentale fin dall&#8217;inizio della loro carriera</em>.</p>
<p>Offro sessioni personalizzate per aiutare i calciatori a sviluppare queste competenze cruciali, fornendo strumenti pratici per affrontare con successo le sfide del calcio professionistico.</p>
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		<title>Come funziona il mental coaching per tennisti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[valentina]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Jun 2024 11:18:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel tennis moderno, l&#8217;aspetto mentale gioca un ruolo cruciale nel determinare il successo di un atleta. La capacità di gestire la pressione, mantenere la concentrazione e adattarsi rapidamente alle situazioni di gioco è fondamentale tanto quanto la tecnica e la preparazione fisica. In questo contesto, il mental coaching è diventato uno strumento indispensabile per molti [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel tennis moderno, <strong>l&#8217;aspetto mentale gioca un ruolo cruciale nel determinare il successo di un atleta</strong>.<br />
La capacità di gestire la pressione, mantenere la concentrazione e adattarsi rapidamente alle situazioni di gioco è fondamentale tanto quanto la tecnica e la preparazione fisica.<br />
In questo contesto, il mental coaching è diventato uno strumento indispensabile per molti tennisti professionisti e amatoriali.</p>
<p>Sono Pippo Giordano, mental coach sportivo e tennista. Mi dedico a migliorare le performance degli atleti attraverso tecniche specifiche di allenamento mentale. Con la mia esperienza sia come coach che come giocatore, offro un approccio completo per affrontare le sfide mentali del tennis. In questo articolo vi spiego come un mental coach può aiutare un giocatore di tennis.</p>
<h2>Cosa fa un mental coach per il tennis</h2>
<p>Il gioco del Tennis, come anche quello del padel, richiede da parte dell’atleta, <em>una notevole autostima</em>, per la parte tecnica, ma altrettanta facilità di lettura delle situazioni, costantemente variabili, per poter impostare la strategia, magari già predisposta ma sempre comunque soggetta a variazioni e ad adattamenti.</p>
<p>In questa prospettiva, l’intervento del Mental Coach si orienta per sviluppare, certamente, la consapevolezza delle proprie capacità, ma privilegiando un lavoro che sviluppi la <strong>capacità di essere sempre attento e pronto ad adattare la propria tecnica alla strategia che la singola situazione di gioco richiede</strong>, creando i presupposti per poter adattare le proprie capacità tecniche (magari anche solo quelle elementari, se la situazione lo richiede) alle richieste del momento.</p>
<p>Non di rado assistiamo ad errori considerati banali, da parte del giocatore che, in determinate circostanze esprime una tecnica ricercata, quando invece sarebbe richiesta una giocata semplice, frutto di una immediata analisi della situazione e della piena consapevolezza dei livelli di tecnica “esprimibili”.</p>
<h2>Quando e perché considerare un mental coach nel tennis</h2>
<p>Un tennista dovrebbe prendere in considerazione l&#8217;idea di lavorare con un mental coach <strong>quando sente che la componente mentale sta limitando le sue performance</strong>. Questo può accadere in vari momenti della carriera: <em>durante la transizione da junior a professionista, dopo una serie di sconfitte, o quando si affrontano nuovi livelli di competizione</em>.</p>
<p>Iniziare un percorso con un mental coach è consigliato anche in periodi di preparazione pre-campionato o durante la riabilitazione da un infortunio, per mantenere alta la motivazione e la fiducia.<br />
Un approccio proattivo al mental coaching può trasformare le debolezze mentali in punti di forza, migliorando non solo le performance in campo, ma anche l&#8217;approccio complessivo al gioco e alla competizione.</p>
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		<title>Il &#8220;Self-Talk&#8221; di Tommy Haas</title>
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		<dc:creator><![CDATA[valentina]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 May 2024 14:43:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Video]]></category>
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					<description><![CDATA[Questo è uno dei video che da sempre considero utile per comprendere il significato del Self-Talk, del &#8220;Parlarsi&#8221;, di come vada interpretato e realizzato. Il protagonista del video è Tommy Haas, tennista tedesco, ripreso in occasione di un incontro contro Davydenko, in svantaggio di 2 set ad 1, e in un momento di notevole crisi. In questa [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo è uno dei video che da sempre considero utile per comprendere il significato del <strong>Self-Talk</strong>, del &#8220;Parlarsi&#8221;, di come vada interpretato e realizzato.</p>
<p>Il protagonista del video è <strong>Tommy Haas</strong>, tennista tedesco, ripreso in occasione di un incontro contro Davydenko, in svantaggio di 2 set ad 1, e in un momento di notevole crisi.</p>
<p>In questa occasione, il campione tedesco realizza quella che dovrebbe essere la procedura normale per analizzare una situazione sfavorevole e progettare, dal punto di vista mentale, un atteggiamento costruttivo valido per affrontare l'&#8221;evento&#8221;.</p>
<p>Nel caso specifico, durante il cambio di campo, manifesta una reazione, per quanto pacata, comunque convinta e per giunta negativa nei suoi confronti. Riconosce il momento di difficoltà, scarica la sua rabbia offendendosi, riconoscendo tutti gli errori e le conseguenze di questi errori. Giudica negativamente il suo operato; giudica negativamente il suo comportamento nei confronti del pubblico! Scarica le sue tensioni.<br />
Appena terminata l&#8217;analisi della situazione dà un significato costruttivo a tutto il suo parlarsi.<br />
Parte con lo sviluppo di un progetto costruttivo, positivo: decide di stimolarsi a lottare e, quasi fosse il suo compagno di doppio, dal quale si aspetterebbe una pacca sulla spalla e un&#8217;iniezione di fiducia, si incita.<br />
Crea i giusti presupposti per motivarsi, confidando in una profonda autostima: <strong>si ritiene capace di fare quel che si propone, pur senza darsi alcun obiettivo tecnico e tattico!</strong></p>
<p>Al rientro in campo (il video mostra il primo punto del game successivo) l&#8217;intensità e la determinazione con cui gioca e vince il primo punto rappresentano la dimostrazione di quanto effettivamente Haas creda in quello che si è &#8220;suggerito&#8221; al cambio di campo.</p>
<p>Volete sapere com&#8217;è finito l&#8217;incontro? Haas ha battuto Davydenko al quinto set e con autorità&#8230;</p>
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		<title>Gli incontri si vincono in allenamento. In partita si ritira il premio!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[valentina]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 May 2024 14:43:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Video]]></category>
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					<description><![CDATA[È quello che Usain Bolt ci dice nel video. L&#8217;incontro, la gara, il punto vinti non sono altro che il frutto del sacrificio, dell&#8217;impegno profuso durante gli allenamenti; il coronamento di una situazione &#8220;visualizzata&#8221; e provata durante gli allenamenti e ricostruita in gara. Gli allenamenti fungono da prova generale per la ricostruzione di una situazione [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>È quello che Usain Bolt ci dice nel video.<br />
L&#8217;incontro, la gara, il punto vinti non sono altro che il frutto del sacrificio, dell&#8217;impegno profuso durante gli allenamenti; il coronamento di una situazione &#8220;visualizzata&#8221; e provata durante gli allenamenti e ricostruita in gara.<br />
Gli allenamenti fungono da prova generale per la ricostruzione di una situazione che poi dovrà essere riconosciuta e replicata durante la gara.<br />
Spesso sono i più giovani a non percepire l&#8217;importanza dell&#8217; allenamento, spesso sottovalutato e affrontato con superficialità..<br />
La preparazione di un esame o di un&#8217;interrogazione prevede uno studio finalizzato ad acquisire la giusta sicurezza, la ripetizione dell&#8217;argomento e la previsione di eventuali domande dell&#8217;esaminatore a cui rispondere.<br />
Alla stessa maniera l&#8217;allenamento dovrà essere affrontato come preparazione ad un&#8217;interrogazione che in questo caso sarà l&#8217;incontro, la gara.<br />
In allenamento, quindi, proverò la tecnica dei colpi fino ad acquisire sicurezza per saperli replicare.<br />
Proverò la tattica, la strategia, a tal punto da poter riconoscere la situazione e replicare quanto assimilato in allenamento<br />
La caparbietà, la tenacia e la determinazione con cui io proverò e riproverò i colpi e mi impegnerò per ricostruire tutto quello che ho assimilato dal punto di vista sia tecnico che emotivo saranno indispensabili per conquistare il premio, da ritirare in campo&#8230;</p>
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		<title>Intervista a Ilaria Lenzu</title>
		<link>https://www.pippogiordano.it/interviste/intervista-a-ilaria-lenzu/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[valentina]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 May 2024 14:40:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;intervista che segue vede protagonista la neo Campionessa Italiana di Nuoto Sincronizzato di Coppia ai recenti Campionati di Nuoto FISDIR (Federazione Italiana Sport Disabilità Intellettiva Relazionale), ILARIA LENZU. Conosco Ilaria personalmente, e di lei apprezzo la sua spontaneità e la sua voglia di &#8220;partecipare&#8221; alla vita e di farlo appieno, supportata dalla assoluta disponibilità della famiglia. Facciamo parlare [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;intervista che segue vede protagonista la neo Campionessa Italiana di Nuoto Sincronizzato di Coppia ai recenti Campionati di Nuoto <a href="http://www.fisdir.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">FISDIR</a> (Federazione Italiana Sport Disabilità Intellettiva Relazionale), <strong>ILARIA LENZU</strong>.<br />
Conosco Ilaria personalmente, e di lei apprezzo la sua spontaneità e la sua voglia di &#8220;partecipare&#8221; alla vita e di farlo appieno, supportata dalla assoluta disponibilità della famiglia.<br />
Facciamo parlare Ilaria e verifichiamo il suo impegno, il suo desiderio di dimostrare, a se stessa prima che agli altri, le sue capacità e la sua &#8220;voglia di fare&#8221; sempre e comunque (per la gioia dei suoi cari…</p>
<p><strong>Chi è Ilaria Lenzu?</strong><br />
Sono io!! &#8230; una NORMALISSIMA ragazza di 20 anni con la Sindrome di Down e che ama la vita.</p>
<p><strong>Ti sapresti descrivere con 5 aggettivi:</strong><br />
Allegra, felice, simpatica, testarda, a volte adorabile.</p>
<p><strong>Chi è dal punto di vista sportivo Ilaria Lenzu?</strong><br />
Una ragazza che si diverte a praticare lo sport, tenace negli allenamenti e rispettosa dei suoi allenatori, che cerca di fare sempre il suo meglio per provare a vincere.</p>
<p><strong>Ci sapresti elencare i tuoi migliori, più significativi e più recenti risultati?</strong><br />
Nuoto da poco, i primi risultati ottenuti sono state le vittorie ai campionati Regionali di Brindisi (2016) e Foggia (2017) nel nuoto &#8220;Promozionale&#8221; (stile libero e dorso) per poi ben figurare anche nelle relative manifestazioni Nazionali di Poggibonsi e Portici. Ho vinto i Giochi Sportivi Studenteschi nel 2016 nei 50 m stile libero. Sicuramente i risultati più importanti sono quelli arrivati durante gli ultimi Campionati Italiani Assoluti che si sono svolti a Poggibonsi circa tre mesi fa, dove alla mia prima partecipazione ad una competizione agonistica, ho vinto la medaglia d&#8217;oro nel doppio di Nuoto Sincronizzato (in coppia con Martina Sassani di Foggia) e la medaglia di Bronzo nel Singolo. Inoltre questi risultati mi hanno fatto ottenere anche il riconoscimento di un premio durante il Festival Nazionale &#8220;Il Giullare&#8221; che si è svolto a Trani recentemente.</p>
<p><strong>Quali sono i tuoi obiettivi futuri? E le tue ambizioni?</strong><br />
Riuscire a partecipare ai Mondiali in Canada l&#8217;anno prossimo, inoltre mi piacerebbe molto insegnare a nuotare ai bambini.</p>
<p><strong>Quanto è pesante il lavoro dell&#8217;atleta professionista?</strong><br />
Non penso di essere una professionista, gli allenamenti sono faticosi, anche perchè, a causa della carenza di strutture sportive, mi alleno a Giovinazzo (a 30 Km da casa mia) per il nuoto e a Foggia (più di 80 Km) per il Sincro, anche se tutto diventa più leggero perchè mi diverto a farlo.</p>
<p><strong>Quanto condiziona la tua vita? E quella della tua famiglia?</strong><br />
Abbastanza, diciamo che ha accelerato i ritmi della mia vita quotidiana, anche se poi per il resto è rimasta quasi uguale. Per la mia famiglia un pò di più &#8230; mi devono accompagnare su e giù per la Puglia oltre che pensare al loro lavoro &#8230; Però è bello che mi accompagnino.</p>
<p><strong>Quanto e come ti sostiene e ti accompagna la famiglia in questo percorso di crescita?</strong><br />
Mi aiutano molto, sia economicamente che dal punto di vista morale, mi accompagnano agli allenamenti e alle gare, sono sempre presenti incitandomi e spronandomi a dare sempre il massimo, mi tranquillizzano quando sono agitata, &#8230;ed inoltre, mia madre mi dà il miele per avere più energia&#8230; <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p><strong>C&#8217;è qualche altra figura che ti aiuta in questo percorso?</strong><br />
I miei allenatori!! Nicola Scivetti e Tiziana Siracusa per il Nuoto e la mia &#8220;Allenatrice Nazionale Sincro FISDIR&#8221; Floriana De Vivo (tra l&#8217;altro Delegato Regionale Puglia FISDIR).</p>
<p><strong>Come ti stimoli in questo impegno?</strong><br />
Mi stimolano molto le competizioni quindi durante gli allenamenti il mio pensiero è sempre rivolto alla prossima gara e a come riuscire a vincerla.</p>
<p><strong>Quanto pensi che la tua vita sportiva contribuisca alla crescita dal punto di vista umano e viceversa?</strong><br />
Lo sport mi insegna la disciplina, il rispetto delle regole e delle persone, degli altri atleti, dei compagni di squadra e degli allenatori, e di conseguenza questi valori cerco di riportarli nella vita quotidiana, a scuola, con gli amici, in famiglia.</p>
<p><strong>Quali caratteristiche ti aiutano in questo percorso? La determinazione, l’autostima, la consapevolezza, l&#8217;orgoglio&#8230;</strong><br />
Autostima, grinta, passione e una buona dose di testardaggine.</p>
<p><strong>Ma cosa fa un atleta come te per ottenere il massimo?</strong><br />
Cerco sempre di divertirmi durante gli allenamenti e le gare, e allo stesso tempo mi concentro e seguo tutti i consigli dei miei allenatori, oltre che, chiaramente, non mollo mai.</p>
<p><strong>Come stabilisci obiettivi, programmazione del lavoro, gestione della tensione, convinzione, aspettative, ricerca del sempre ulteriore miglioramento.. e poi? Come gestisci il tutto?</strong><br />
Gli obiettivi e la programmazione del lavoro da svolgere li decidono i miei allenatori, ora che mi sono affacciata al mondo agonistico dovrebbero anche essere aiutati da un nutrizionista per seguire la mia alimentazione. La tensione la gestisco e la scarico purtroppo mangiandomi le unghie&#8230; mi rilassa, e ascoltando musica.</p>
<p>Che ne pensate?</p>
<p>Il tratto che emerge di lei è l&#8217;assoluta cristallina voglia di vivere, di sorridere, di sentirsi partecipe, la spensieratezza con cui lei si impegna (se ne è accorto anche Papa Francesco!).<br />
Questo entusiasmo e, al tempo stesso, il desiderio di sentirsi impegnata in ogni attività le hanno sempre permesso di raggiungere ottimi traguardi in ogni aspetto della vita quotidiana.<br />
E se vi dicessi che Ilaria e la pluricampionessa Nicole Orlando, in occasione della consegna del premio &#8220;nazionale Il Giullare 2017&#8221;, hanno dichiarato che il loro motto è &#8220;Siamo diverse, ma non vogliamo essere diverse da così&#8221;?<br />
Bella prova di orgoglio e determinazione, direi!<br />
La conquista del titolo di Campionessa Italiana di Nuoto Sincronizzato di Coppia con la foggiana Martina Sassani è la prova di quanto questo entusiasmo, questa voglia di fare e di farlo bene, abbiano consentito alla nostra Ilaria di raggiungere in così breve tempo risultati di livello sicuramente assoluto.</p>
<p>E da qui in poi? Chi lo sa…<br />
La sua disponibilità (e della sua famiglia) c&#8217;è come sempre. Gli obiettivi, in termini di incremento degli allenamenti, di maggiori attenzioni (regimi alimentari più adeguati) e di &#8220;sogni nel cassetto&#8221; sono già delineati.<br />
Certo ad Ilaria e alla sua famiglia (Antonella, Gianfranco e Federica), a lei sempre così legata, auguriamo risultati sempre più interessanti, che, con la spensierata e gioiosa caparbietà che contraddistingue Ilaria, potranno soddisfare le loro equilibrate aspettative.</p>
<p>In Bocca al Lupo e Buon Lavoro!!!</p>
<p>Per chi volesse saperne ancora di più di Ilaria e del movimento FISDIR, consigliamo di visitare il sito <a href="http://www.fisdir.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">www.fisdir.it</a></p>
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		<title>Intervista a Lorenzo Zazzeri</title>
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		<dc:creator><![CDATA[valentina]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 May 2024 14:38:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Pubblico molto volentieri un&#8217;intervista, più che altro una chiacchierata, con un ragazzo, Lorenzo Zazzeri, che definirei un Emergente del panorama natatorio italiano. Ho conosciuto Lorenzo tramite suo padre, mio amico sincero, che tanto mi ha parlato di lui. Un genitore serenamente e sinceramente emozionato e onestamente orgoglioso dell&#8217;impegno del proprio figlio e che sente il piacere [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Pubblico molto volentieri un&#8217;intervista, più che altro una chiacchierata, con un ragazzo, <strong>Lorenzo Zazzeri</strong>, che definirei un Emergente del panorama natatorio italiano.</p>
<p>Ho conosciuto Lorenzo tramite suo padre, mio amico sincero, che tanto mi ha parlato di lui. Un genitore serenamente e sinceramente emozionato e onestamente orgoglioso dell&#8217;impegno del proprio figlio e che sente il piacere di informare gli amici, del lavoro di Lorenzo e del suo desiderio di lavorare sodo per un obiettivo impegnativo. Da lui e dai suoi racconti ho scoperto quanto la famiglia stia &#8220;accompagnando nel suo cammino di crescita&#8221; Lorenzo, che dalla sua famiglia &#8220;normale&#8221;, determinata, serena  e coesa, ha saputo trarre quell&#8217;equilibrio e quella serenità così utili per lavorare tanto e bene.</p>
<p>Quello che leggerete non è altro che il racconto di un ragazzo talmente educato che mi ha chiesto scusa per non avermi potuto concedere immediato riscontro alle mie domande, perchè impegnato… (Il suo impegno, ho scoperto, era &#8220;semplicemente&#8221; quello di prepararsi a una competizione a San Marino, in cui, vestendo i colori azzurri ha portato a casa una medaglia d&#8217;oro in vasca corta ed una medaglia d&#8217;oro in vasca lunga &#8230;)</p>
<p>Ce ne fossero uomini così….</p>
<p>Giusto per descriverlo meglio in termini di risultati (almeno quelli più recenti), vi informo che ha</p>
<ul>
<li>vinto la medaglia d&#8217;argento nei 50 m Stile Libero ai recenti Campionati Assoluti a Riccione, con un tempo da 10<sup>a</sup> prestazione mondiale</li>
<li>conquistato la qualificazione ai Giochi Mondiali Universitari di Taipei, che si disputeranno ad Agosto prossimo</li>
<li>ottenuto un tempo di 48&#8221; 96 (abbattuta la barriera dei 49 secondi) nei 100 m Stile Libero</li>
</ul>
<p><em>Ascoltiamo lui ora…</em></p>
<p><strong>Chi è Lorenzo Zazzeri:</strong><br />
Sono un ragazzo normale, di 22 anni e con tante passioni.</p>
<p><strong>Ti sapresti descrivere con 5 aggettivi:</strong><br />
Testardo, sognatore, creativo, veloce, idealista.</p>
<p><strong>Chi è dal punto di vista sportivo Lorenzo Zazzeri:</strong><br />
Sono un nuotatore specializzato nella velocità: 50 e 100 stile libero.</p>
<p><strong>Ci sapresti elencare i tuoi migliori, più significativi e più recenti risultati?</strong><br />
Al momento considero i miei migliori risultati sportivi il quinto posto alla 4X100 sl agli europei juniores di Anversa, vari titoli italiani di categoria, la vittoria nei 100 sl al meeting internazionale di Massarosa ed il quarto posto nei 100 sl ai Campionati Italiani Assoluti dello scorso dicembre.</p>
<p><strong>Quali sono i tuoi obiettivi futuri e le tue ambizioni?</strong><br />
La mia ambizione è quella di continuare a migliorare i miei tempi e raggiungere risultati prestigiosi.<br />
I miei obiettivi futuri sono quelli di partecipare ai campionati del mondo.</p>
<p><strong>Quanto è pesante il lavoro dell&#8217;atleta professionista?</strong><br />
Sicuramente è molto impegnativo, specialmente in uno sport individuale come il nuoto e durante gli anni scolastici, perchè in Italia è difficile conciliare sport di alto livello e studio.<br />
Richiede molta dedizione, pazienza e concentrazione, ma se si è bravi a crearsi i giusti stimoli ed obiettivi diventa tutto molto più divertente e meno pesante.</p>
<p><strong>Quanto condiziona la tua vita? e quella della tua famiglia?</strong><br />
Il nuoto è una parte fondamentale della mia vita, occupa la maggior parte delle mie energie e del tempo durante la giornata. Nonostante ciò riesco a dedicarmi anche ad altri interessi come la mia fidanzata, lo studio, la pittura e gli amici.<br />
La vita della mia famiglia è stata condizionata soprattutto durante l&#8217;infanzia e l&#8217;adolescenza, ora meno perchè sono più indipendente.<br />
Comunque gli interessi della mia famiglia sono rivolti soprattutto a seguirmi in questa attività.</p>
<p><strong>Quanto e come ti sostiene e ti accompagna la famiglia in questo percorso di crescita?</strong><br />
La mia famiglia è stata ed è fondamentale per la mia serenità e crescita, i miei genitori non mi hanno mai creato pressioni o troppe aspettative, anzi sono i primi a dirmi di divertirmi e di considerarlo sempre uno sport anche se sanno benissimo che la cosa si sta facendo sempre più importante e seria.<br />
Per un atleta la famiglia è un sostegno importante, soprattutto nei primi anni di attività: accompagnare alle gare, agli allenamenti alle 6 di mattina , sostenere il figlio anche nei momenti di crisi e soprattutto non aspettarsi &#8220;il campioncino&#8221; nei primi risultati positivi, fa sì che l&#8217;atleta cresca sereno e senza eccessive pressioni.</p>
<p><strong>C&#8217;è qualche altra figura che ti aiuta in questo percorso?</strong><br />
Oltre alle figure professionali: il mio allenatore, lo psicologo, il massaggiatore ed il nutrizionista, un grosso aiuto me lo dà la mia fidanzata che contribuisce alla mia serenità.</p>
<p><strong>Come ti stimoli in questo impegno?</strong><br />
Sono un ragazzo molto competitivo, ricerco sempre il miglior risultato possibile e non mi accontento mai, infatti sono poche le volte in cui esco dall&#8217;acqua dopo una gara pienamente soddisfatto.<br />
Mi piace vivere l&#8217;allenamento come una sfida quotidiana con me stesso&#8230; questo è il mio modo di stimolarmi a migliorare.</p>
<p><strong>Quanto pensi che la tua vita sportiva contribuisca alla crescita dal punto di vista di uomo e viceversa?</strong><br />
L&#8217;abitudine al confronto e il saper gestire lo stress della competizione è molto importante anche nella vita quotidiana.<br />
Lo sport mi ha insegnato che per ottenere risultati dobbiamo impegnarci e non risparmiarsi, questo è un insegnamento che vale sia nello sport che nella vita e che mi rimarrà per sempre.</p>
<p><strong>Quali caratteristiche ti aiutano in questo percorso? La determinazione, l’autostima, la consapevolezza, l&#8217;orgoglio&#8230;</strong><br />
La determinazione è una caratteristica fondamentale per raggiungere gli obiettivi prefissati, l&#8217;autostima è la qualità che mi caratterizza meno, perchè, anche se sono consapevole delle mie possibilità, non mi sento al massimo del mio potenziale e perciò non è una qualità che mi motiva.<br />
L&#8217;orgoglio solo se mi sento provocato, la consapevolezza delle mie capacità la sto ancora acquisendo piano piano.</p>
<p><strong>Ma cosa fa un atleta come te per ottenere il massimo?</strong><br />
Un atleta che vuole ottenere il massimo da se stesso deve essere disposto a fare tante rinunce: ad esempio nel mio caso uscire spesso la sera e fare tardi, bere, giocare a calcetto con gli amici, seguire un&#8217;alimentazione sana ed equilibrata&#8230;.. comunque non considero queste come cose che mi vengono tolte, ma come scelte consapevoli per raggiungere i miei obiettivi.<br />
Come si dice: finchè il gioco vale la candela &#8230; continuerò a giocare!</p>
<p><strong>Come stabilisci obiettivi, programmazione del lavoro, gestione della tensione, convinzione, aspettative, ricerca del sempre ulteriore miglioramento.. e poi? Come gestisci il tutto?</strong><br />
Non sono solo a stabilire tutto questo:<br />
gli obiettivi vengono stabiliti ad inizio stagione con il mio allenatore, la gestione della tensione insieme alla mia psicologa, la convinzione e le aspettative aumentano con la consapevolezza di allenarsi bene e con impegno.</p>
<p>Tutto viene gestito un po&#8217; per volta, mattoncino dopo mattoncino, cercando di rimanere sereno e sempre con i piedi per terra (come dice mio padre), affrontando il percorso con positività.</p>
<p><strong>Grazie, Lorenzo!!</strong></p>
<p>Alcuni passi del racconto di Lorenzo mi hanno colpito e vi consiglio di non sottovalutare.</p>
<p>In particolare, Lorenzo ricerca sempre il miglior risultato! qualcuno lo riterrà scontato per uno come lui… ma quanti effettivamente lo fanno anche nella vita di tutti i giorni o nello sport al livello &#8220;de&#8217; noartri&#8221;?</p>
<p>Lui si stimola continuamente a migliorare: il momento più importante per lui è l&#8217;allenamento, vissuto come sfida quotidiana con se stesso: i sacrifici per lui sono accettati (&#8220;non sono cose tolte, ma scelte consapevoli&#8221;, dice lui), indispensabili per raggiungere il proprio obiettivo.</p>
<p>Mi permetto di correggere il tiro sull&#8217;autostima, che lui non riconosce sufficiente, ma forse si riferisce al fatto che ancora non si sente al massimo, che ancora vede margini di miglioramento, che diventano sempre nuovi obiettivi.</p>
<p>Da parte sua, tutto viene gestito un po&#8217; alla volta, dice lui: e qui grande merito va attribuito a chi con lui definisce gli obiettivi, che cadenzano il lavoro, e, tenendo i piedi per terra (che educatori i suoi genitori!!!) e affrontando il percorso con positività, il cammino diventa sempre più percorribile e stimolante!!!</p>
<p>Un ringraziamento a Lorenzo, per essersi concesso a noi, che abbiamo bisogno di conoscere uomini della sua statura morale e sportiva.</p>
<p>Abbiamo tanto da imparare in termini di spirito di sacrificio e di volontà!</p>
<p>Un grande <strong>In Bocca al Lupo</strong> e <strong>buon lavoro</strong> al nostro Lorenzo, che sarà impegnato a breve in Spagna con la Nazionale!!</p>
<p>Per chi vuole saperne ancora di più di Lorenzo e delle sue imprese, basta cliccare Lorenzo Zazzeri su Google o cercare di lui su <a href="http://www.swimmingchannel.it/" target="_blank" rel="alternate noopener noreferrer">www.swimmingchannel.it</a> o <a href="http://www.swimbiz.it/" target="_blank" rel="alternate noopener noreferrer">www.swimbiz.it</a> o <a href="http://www.firenzeviolasupersportive.it/" target="_blank" rel="alternate noopener noreferrer">www.firenzeviolasupersportive.it</a></p>
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		<title>Come si previene l&#8217;ansia da prestazione? Le differenze tra l&#8217;allenamento e il match</title>
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		<dc:creator><![CDATA[valentina]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 May 2024 14:24:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&#8220;Sono un tennista di 18 anni classificato 4.2. Il mio problema è che non riesco a fare niente di quello che faccio in allenamento, dove il mio valore è ben più alto della mia attuale classifica. Ma quando sono nel match mi blocco, divento nervoso e cambio anche il mio stile di gioco. Più passa [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8220;Sono un tennista di 18 anni classificato 4.2. Il mio problema è che non riesco a fare niente di quello che faccio in allenamento, dove il mio valore è ben più alto della mia attuale classifica. Ma quando sono nel match mi blocco, divento nervoso e cambio anche il mio stile di gioco. Più passa il tempo e più questa situazione provoca grande frustrazione. Che devo fare?&#8221; (Mario18)</em></p>
<p>Il caso di Mario è singolare, ma andando ad approfondirlo, è comune a tanti e in tanti sport! Quanti sono quei giocatori che giocano in partita come giocano in allenamento? Non molti, credo! Mi spiego: cosa rischia chi, in allenamento, commette un errore? Poco. E chi sbaglia in partita? Perde sicuramente un punto. E forse il game, o il set, o l&#8217;incontro. Inconsapevolmente siamo tutti coscienti dei rischi che corriamo in partita. E allora chi più chi meno in partita facciamo più attenzione, &#8220;lasciamo andare&#8221; meno il braccio, alcuni si bloccano (si fanno prendere dal &#8220;braccino&#8221;). È normale che in situazioni del genere, se le cose poi iniziano ad andarci male, come avviene a Mario, perdiamo fiducia e, se le cose non migliorano, ci lasciamo prendere dallo sconforto e dall&#8217;insicurezza.<br />
E allora? Non possiamo fare nulla? Possiamo fare tanto, invece! È chiaro che non è un percorso facile nè breve, ma sicuramente i risultati si vedono. In allenamento dovremmo imparare a conoscerci, cercando di sviluppare una grande fiducia in noi stessi e nei nostri colpi. Spesso consiglio ai miei allievi di pensare: &#8220;so fare poco, ma lo so fare bene!&#8221; È un sistema per maturare consapevolezza e fiducia, anche in quel poco che si possiede. Quindi un allenamento orientato a sviluppare queste dinamiche mentali, dovrà servirci per migliorare i nostri colpi, incrementarli, ma prima di tutto dovrà costituire l&#8217;occasione per consolidare il nostro rendimento e consentirci di trovare sicurezza e serenità nei colpi, nella predisposizione e preparazione fisica; dovrà permetterci di affrontare l&#8217;incontro senza eccessive ansie, ma con la certezza di sapere su cosa possiamo contare del nostro repertorio.<br />
In partita, poi, solo dopo aver verificato, nei palleggi iniziali, la mia preparazione odierna e aver scaldato i miei colpi, potrò pensare al mio avversario. Molto spesso invece ci facciamo prendere dall&#8217;ansia di scoprire il lato debole dell&#8217;avversario, prima ancora di verificare il nostro stato di forma, rischiando di aver scoperto la tattica ma non avere i mezzi per attuarla. Una volta raggiunta, in allenamento, quella sicurezza e quella serenità su ciò che siamo in grado di fare, in partita, vi consiglio di cercare di semplificare gli obbiettivi, riducendo al minimo le aspettative e l&#8217;ansia per le attese. Impegnamoci ad affrontare le piccole situazioni una per volta, un colpo dopo l&#8217;altro, un punto dopo l&#8217;altro. L&#8217;incontro non va mai &#8220;disegnato&#8221; in anticipo caricandoci di eccessive aspettative che possano crearci ansie e preoccupazioni. Ogni colpo, ogni situazione, vanno affrontati con la massima modestia, con la massima attenzione, con la massima fiducia. Un ultimo dettaglio: sappiate che, quando siamo tesi, la prima parte del corpo che si blocca sono le gambe, che si irrigidiscono e ci impediscono di arrivare nel giusto modo a contatto con la palla: quando sentiamo la tensione attanagliarci, saltelliamo! Non diamo la possibilità ai nostri piedi di sentirsi pesanti e attaccati al terreno. Saltelliamo tra un punto e l&#8217;altro, saltelliamo tra un colpo e l&#8217;altro, non fermiamo mai le gambe. Mi raccomando: siate sempre reattivi, presenti e sicuri di quel &#8220;poco&#8221; che abbiamo da mettere in campo, ma che può bastare per vincere l&#8217;incontro!</p>
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		<title>Il peso dei punti importanti, come gestire l&#8217;ansia di vincere durante il match</title>
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		<dc:creator><![CDATA[valentina]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 May 2024 14:22:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
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					<description><![CDATA[&#8220;Durante la partita di un torneo mi succede, spesso, nelle situazioni di vantaggio (per esempio 40-0; 40-15; oppure 5-2 o 5-1 game) di entrare in uno stato di ansia per la paura di perdere il game o addirittura il set. Ormai è un paio d&#8217;anni che &#8220;soffro&#8221; di questa situazione, soprattutto in tutto il primo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8220;Durante la partita di un torneo mi succede, spesso, nelle situazioni di vantaggio (per esempio 40-0; 40-15; oppure 5-2 o 5-1 game) di entrare in uno stato di ansia per la paura di perdere il game o addirittura il set. Ormai è un paio d&#8217;anni che &#8220;soffro&#8221; di questa situazione, soprattutto in tutto il primo periodo della stagione.&#8221; (Lorenzo, 28 anni)</em><br />
<em>Esiste qualche &#8220;tecnica mentale&#8221; per superare questo stato d&#8217;ansia?&#8221;</em><br />
<em>Una mia allieva Under 12, che non ha mai ribaltato una partita, di solito vince il primo e poi si spegne&#8230;&#8221; (Corrado)</em></p>
<p>Ho ricevuto due richieste distinte, ma che affrontano problemi analoghi anche se su piani opposti, da parte di un tennista agonista e un maestro. Esse parlano di situazioni assai frequenti. In allenamento, dobbiamo riconoscerlo, non siamo soggetti alle stesse preoccupazioni dell&#8217;incontro. In allenamento cerchiamo di affinare la tecnica, di prendere coscienza e consapevolezza delle nostre capacità. Se sbagliamo un colpo, ci rammarichiamo, ne riproviamo un altro. In partita, se sbagliamo un colpo perdiamo un punto! Con tutte le situazioni che ne conseguono; abbiamo un avversario che farà di tutto per non metterci nelle condizioni migliori per giocare; sentiremo addosso il peso del significato del punto che ci apprestiamo a giocare (sia che ci porti alla vittoria, sia che ci eviti una sconfitta).<br />
E allora? Allora iniziamo col dire che se vogliamo evitare di trovarci sotto 40–15 sarà bene che giochiamo con la dovuta attenzione i primi 15 e non ci riduciamo a fare i conti e fare attenzione quando oramai siamo sotto 30 a 0! Impariamo a considerare ogni punto con la solita importanza: i primi perchè ci consentono di &#8220;mettere fieno in cascina&#8221; e trovarci in vantaggio, gli ultimi per concludere positivamente un&#8217;operazione costruttiva o per evitare che il nostro avversario riesca a concretizzare il suo progetto di vittoria.<br />
Il nostro allenatore dovrà abituarci, in allenamento, a giocare colpi sotto pressione, con allenamenti che comportano &#8220;penalità&#8221; in caso di errore! Attenzione!! Ho parlato di penalità e non punizioni!!  Sono &#8220;sollecitazioni&#8221; totalmente diverse. Si narra di un famoso &#8220;Maestro&#8221; che, per punizione, faceva correre gli allievi tra le ortiche o gli faceva raccogliere le palle mentre lui svuotava il cesto… Li incattiviva da morire, a tal punto da suscitare in loro l&#8217;odio per colui (l&#8217;avversario) che li ostacolava nella vittoria. I risultati spesso arrivavano, ma dopo un pò, purtroppo, i ragazzi perdevano il piacere di giocare, e mollavano il tennis.<br />
Un esercizio che può consentire di far apprezzare e gestire il peso del punto è quello di far giocare games a partire dal 30 pari. In questi casi ogni punto risulta importante. Il segreto starà, quindi, nel ricreare in allenamento le tensioni tipiche del match ufficiale. Il lavoro da svolgere sarà quello che consentirà di sviluppare la capacità di riconoscere e predisporsi ad affrontare situazioni comunque importanti, non sottovalutando, ripeto, che ogni 15 ha la sua importanza. Se, malauguratamente, dovessi in partita ritrovarmi in preda all&#8217;ansia, in quel momento è assolutamente consigliabile fermarsi, respirare profondamente e convincersi che quel punto che mi sto apprestando a giocare ha la stessa importanza di tutti gli altri giocati fino ad allora. Non è facile. Perdonatemi però la banalità, ma vincere un punto è sempre e comunque meglio anziché perderlo: e allora impariamo a costruirci la vittoria punto dopo punto, game dopo game, anziché attendere le fasi finali dell&#8217;incontro per impegnarci al massimo.<br />
Un&#8217;attenzione particolare potrebbe essere rivolta all&#8217;approfondimento dei motivi di queste ansie, ma non è questa la sede per affrontare tali problematiche. Certamente non sono da sottovalutare situazioni che gli allenatori o i genitori possano creare nei tennisti, creando loro pressioni con eccessive attenzioni o aspettative. Un consiglio, in conclusione: ricordiamoci che non impegnarsi al massimo significa perdere qualcosa, ma soprattutto significa dare la possibilità al nostro avversario di vincere qualcosa. Vedendola in questa prospettiva forse non sempre è conveniente agevolare il successo del nostro avversario…</p>
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