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Il “Self-Talk” di Tommy Haas

Questo è uno dei video che da sempre considero utile per comprendere il significato del Self-Talk, del “Parlarsi”, di come vada interpretato e realizzato.

Il protagonista del video è Tommy Haas, tennista tedesco, ripreso in occasione di un incontro contro Davydenko, in svantaggio di 2 set ad 1, e in un momento di notevole crisi.

In questa occasione, il campione tedesco realizza quella che dovrebbe essere la procedura normale per analizzare una situazione sfavorevole e progettare, dal punto di vista mentale, un atteggiamento costruttivo valido per affrontare l'”evento”.

Nel caso specifico, durante il cambio di campo, manifesta una reazione, per quanto pacata, comunque convinta e per giunta negativa nei suoi confronti. Riconosce il momento di difficoltà, scarica la sua rabbia offendendosi, riconoscendo tutti gli errori e le conseguenze di questi errori. Giudica negativamente il suo operato; giudica negativamente il suo comportamento nei confronti del pubblico! Scarica le sue tensioni.
Appena terminata l’analisi della situazione dà un significato costruttivo a tutto il suo parlarsi.
Parte con lo sviluppo di un progetto costruttivo, positivo: decide di stimolarsi a lottare e, quasi fosse il suo compagno di doppio, dal quale si aspetterebbe una pacca sulla spalla e un’iniezione di fiducia, si incita.
Crea i giusti presupposti per motivarsi, confidando in una profonda autostima: si ritiene capace di fare quel che si propone, pur senza darsi alcun obiettivo tecnico e tattico!

Al rientro in campo (il video mostra il primo punto del game successivo) l’intensità e la determinazione con cui gioca e vince il primo punto rappresentano la dimostrazione di quanto effettivamente Haas creda in quello che si è “suggerito” al cambio di campo.

Volete sapere com’è finito l’incontro? Haas ha battuto Davydenko al quinto set e con autorità…

Come funziona il mental coaching per tennisti
Gli incontri si vincono in allenamento. In partita si ritira il premio!

Sono Giuseppe, ma chiamami Pippo

Sono un mental coach a Firenze e ritengo il mio percorso professionale piuttosto unico: ho iniziato come ufficiale dell’esercito e chimico farmacista, ma ho scelto la strada del mental coach perché ho capito l’impatto della mente nel determinare il successo e il benessere personale.

La mia esperienza nel campo del tennis, unita alla mia formazione scientifica e militare, mi ha fornito gli strumenti per comprendere e sviluppare le strategie mentali che aiutano individui e team a superare i limiti e a eccellere nei loro rispettivi ambiti.